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Turismo storico a Gela

04-08-2021 18:20

Vittoria Maria Argetta

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Turismo storico a Gela

Gela fù fondata da coloni Rodi-Cretesi guidati da Antifemo ed Entimo verso il 689 a.C. La città prese il nome del fiume alle cui foci si erano insedia

Gela fù fondata da coloni Rodi-Cretesi guidati da Antifemo ed Entimo verso il 689 a.C. 
La città prese il nome del fiume alle cui foci si erano insediati i colonizzatori. 
Nel 580 a.C. coloni di Gela fondarono Agrigento.
Con l’opera dei suoi tiranni (Cleandro, Ippocrate, Gelone) Gela si affermò in breve in tutta l’isola, quale guida per l’unità di tutti i popoli della Sicilia. Gela visse un momento di tale prosperità e di abbondanza che, come dice Erodoto, quando Roma, colpita da siccità e carestia, ebbe penuria di grano, vi inviò a titolo di omaggio venticinquemila medinni (4859 salme) di frumento con proprie galee. 
Divenuto Gelone tiranno di Siracusa a Gela gli successe il fratello Gerone.
Nel  424 a.C. Gela venne scelta per celebrare il primo congresso della storia: Il congresso della pace. C’era il pericolo che gli Ateniesi si impadronissero dell’isola approfittando delle discordie sorte tra Gela, Camarina e Siracusa che aspiravano al primato sulle città greche della Sicilia; La pace ebbe breve durata. 
Vissero in questo periodo i gelesi: Archestrato, padre della gastronomia; Apollodoro, poeta e commediografo, Timagora, filosofo; Euclide, matematico.
I Cartaginesi, dopo aver sconfitto Agrigento, invasero Gela e Camarina   distruggendole. 
Sotto la guida di Timoleonte, Gela ritornò ad essere prospera e visse un lungo periodo di pace: coniò le sue monete e fiorì nel campo delle arti.
Morto Timoleonte ricominciarono i dissidi interni tra le varie fazioni locali, che risvegliarono i sogni espansionistici di popoli nemici della città di Gela. L’avanzata dei Cartaginesi si fece sempre più minacciosa e lo scontro  fu un disastro per i Gelesi. Questa sconfitta fu l’inizio della fine.
Dopo la distruzione ad opera di Finzia, la città cadde sotto il dominio cartaginese. In quel periodo aveva inizio l’occupazione dell’isola da parte dell’esercito romano, guidato dal console Marcello. 
I Cartaginesi furono affrontati e sconfitti da Marcello (210 a.C.). Da questo momento Gela fu annoverata tra le città confederate del popolo romano e venne chiamata Eraclea (città di Ercole). Nell’837 d.C. la città di Eraclea fu occupata dal condottiero arabo Asad ibn al-Furat. Gli Arabi introdussero la coltivazione del cotone e nuovi sistemi di irrigazione e chiamarono la citta, per le colonne che vi sorgevano, Città delle colonne.
Con l’avvento del dominio normanno Eraclea ebbe, dal conte Ruggero, il privilegio di città demaniale. Grazie agli studi del filosofo e storico Francesco Aprile datati intorno al 1720 si è potuta stabilire una data certa, 1233, di fondazione della città chiamata Terranova , fatta ricostruire da Federico II di Svevia   . La città federiciana si   sviluppava  all’ interno di un quadrato delimitato da quattro porte d’ ingresso ,   porta Vittoria,    porta Licata , porta Marina e porta Caltagirone . Ancora oggi la divisione morfologica della città di gela conserva l’antica pianta medievale. Troviamo testimonianze dell’esistenza di una città medievale nelle mura perimetrali che delimitano il centro storico, nelle torri circolari  e torri bastione in esse  inserite. La città visse un periodo florido sotto il regno di Federico II,  alla sua  morte, Terranova si dichiarò comune autonomo e si pose sotto la protezione della Sede Apostolica. In seguito fu dominata dagli Angioini e nel 1282, dopo i Vespri Siciliani, elesse un regime autonomo diretto dal governatore Anselmo Cannizzaro.
Durante il periodo feudale il territorio di Gela fu comprato da Don Carlo D’Aragona. Nel 1437, Terranova divenne città baronale . Nel 1788 gli abitanti di Terranova per liberarsi da tali schiavitù e vassallaggi pagarono un riscatto presso il reale patrimonio.
Nel 1892 sorgeva il Fascio dei Lavoratori, ne era animatore Mario Aldisio Sammito, un patriota intellettuale che  aveva rapporti epistolari con Garibaldi, Mazzini ed altri eroi risorgimentali. Il Fascio, che rivendicava più giustizia sociale e meno imposizioni fiscali, venne sciolto dopo dal governo Crispi e i suoi dirigenti imprigionati.
L’abolizione del feudo, decretata nel 1812, fu un atto solamente formale. Il ricco patrimonio del comune di Terranova rimase ancora nelle mani degli usurpatori.
Nel 1927 la città riprese l’antico e glorioso nome di Gela. Dopo lunghi decenni di decadenza, dovuti alla questione meridionale, alle ultime guerre e alle ricorrenti crisi agricole, nel 1958 venne scoperto nel sottosuolo gelese il petrolio. 
La favorevole posizione geografica, la presenza del greggio e le innumerevoli lotte dei lavoratori indussero l’ENI e lo Stato alla costruzione di uno stabilimento petrolchimico, munito di porto-isola, che doveva favorire l’industrializazione di Gela e del suo circondario.

 

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